
La villa Ricci al Montevecchio si trova in provincia di Varese, a Samarate uno dei Comuni più grandi del Parco del Ticino.
La villa Ricci al Montevecchio fu voluta e fatta costruire alla fine del XIX secolo dall’imprenditore Carlo Ricci proprietario di un'azienda di cappelli vicino Monza.
Carlo Ricci, samaratese d'origine e sindaco della città per un certo periodo, fece costruire la villa come luogo di residenza e rappresentanza della sua famiglia. Egli ne affidò il progetto all'ingegnere-architetto Cecilio Arpesani il quale seguendo il gusto dell'epoca progettò una villa residenziale con parco e limonaia in stile lombardo quattrocentesco. Gli ambienti interni che si aprono gli uni negli altri sono decorati da cornici ad affresco e da soffitti a cassettoni intagliati e dipinti.
La Villa Ricci è un edificio “neo-sforzesco” nel senso di luogo che oscilla tra il maniero fortificato e la residenza signorile, tra castello e dimora ducale.
Per una descrizione e comprensione ottimale della villa è importante conoscere la sua ubicazione sulla sommità del Montevecchio, una collina artificiale la cui posizione eminente sembra ispirare gli accenti della sua architettura.
Caratteristica primaria della villa è quella di essere un nucleo compatto, regolare e simmetrico, una massa forte: un volume cubico che si sviluppa in altezza per quattro piani compreso il seminterrato che l'inclinazione del terreno rende visibile a tutta altezza e accessibile a livello del giardino dal lato settentrionale. Sullo stesso lato si pone l'ingresso al cosiddetto piano terreno (in realtà sopraelevato) e si affaccia direttamente la torre belvedere; ed è qui che secondo la documentazione rimasta si concentrano i maggiori studi dell’architetto Arpesani.
Parti non trascurabili dell’ immagine di Villa Ricci sono inoltre le iscrizioni, i monogrammi, i cartigli, gli stemmi, e i “blasoni” . Tutte le iscrizioni latine narrano della fortuna di Ricci e del giusto premio per la sua tenacia e laboriosità: il ricordo e l’omaggio alla città che ne ha visto il successo; i motti edificanti che evidenziano il ruolo determinante della volontà nell’ascesa sociale, le insegne vere accostate ai blasoni auto assegnati che recano ingenue e un po’ ambiziose, divise allusive.
La Villa è interamente circondata da un grande e lussureggiante parco che ospita una torretta belvedere detta “Caffè House”. Di fronte all'ingresso principale si trova il Giardino delle Balaustre, luogo nel periodo estivo di riti civili, meeting e buffet all'aperto.
Le vicissitudini economiche della famiglia Ricci portarono a un progressivo abbandono e deterioramento dell'abitazione che negli anni '70 del '900 fu infine acquistata dal comune di Samarate con l'intenzione di preservare quello che ormai era divenuto un simbolo della città.
La villa divenne quindi sede di alcuni uffici pubblici, della biblioteca comunale mentre l'ampio salone del primo piano divenne luogo di incontri culturali, mostre e dei riti civili che qui potevano svolgersi.
Gli alti costi di gestione e il progressivo depauperamento della struttura hanno tuttavia portato l'amministrazione comunale a decidere di costituire una Fondazione senza fini di lucro e con il preciso scopo da un lato di reperire i fondi per ristrutturare l'intero complesso dall'altro di continuare e ampliare l'offerta di servizi socio-culturali sinora sviluppati e di farne il perno attorno a cui promuovere nuove e dinamiche realtà imprenditoriali.